CENNI STORICI
«Macchia, centro abitato del Comune di Spezzano Piccolo. Già Casale di Cosenza, venne poi compreso nella Bagliva di Spezzano Piccolo. L’ordinamento amministrativo francese disposto per legge 19 gennaio 1807 ne faceva un Luogo, ossia un’Università, nel cosi detto Governo di Spezzano Grande. Col riordino per decreto 4 maggio 1811, istitutivo di Comuni e Circondari, veniva retrocesso a Villaggio, cioè a frazione di Spezzano Piccolo. La Parrocchia è intitolata a Sant’Andrea Apostolo»
Macchia è citata anche dal Barrio che nel 1571 cosi scriveva: «Vi sono anche altri piccoli luoghi fortificati nei dintorni di Spaziano, cioè Macchia, patria di Matteo Monaco, della famiglia dei Minimi. Sacerdote integerrimo di vita, che giammai parlò con donne, animato da spirito di profezia, e famoso per i miracoli. Mori a Paola nel 1614» (2)
IL CONVENTO DI S. GIOVANNI BATTISTA
Era costruito nella località oggi denominata 5. Giovannello, nella zona nomata Piedirosso, sulla strada mulattiera principale che da Macchia portava ad Acqua Coperta e quindi in Sila, fra i due valloni: Piedirosso che poi prende il nome di Cona e Cupo che dopo la sorgente di acqua minerale prende il nome di questa e cioè Piturro. Quest’ultimo segna il confine tra i due Comuni omonimi: Spezzano Grande (ora detto “della Sila”) e Piccolo.
Venne costruito ove oggi è una vecchia fornace di calce, con cottura a carbone, e fu soppresso nel 1713 (anche se nel 1784-85 troviamo che si teneva la festa di S. Giovanni in Macchia), ma non se ne conosce il motivo.
Certamente il monastero era stato abbandonato dalla gran parte dei frati perché certamente gravemente danneggiato nel terremoto del 1638 «spaventevole terremoto nella Calabria che squassò la chiesa di
Celico dove era stato battezzato l’Abate Gioacchino e tutta la zona suhi danni ed anche il Duomo di Cosenza» (3) ed in quello del 159. I frati rimasti si sparpagliarono per i conventi vicini, compreso quello di S. Francesco d’Assisi, esistente in Spezzano Piccolo e detto anche dell’Immacolata. Tale convento istituito nel 1427 con bolla papale di retta all’Arcivescovo di Cosenza, venne costituito intorno ad una cappella intitolata a S. Caterina, donata ai frati dal sacerdote D. Giovanni Spina (4)•
Successivamente fu adibito a casa di abitazione ed in parte lo è ancora mentre resta in piedi la cappella e la sacrestia, tutta la parte ad est è diruta. Infatti la zona prende il nome di “rione Convento” e la strada “S. Angelo”. Il Convento, abitato dai frati “Conventuali” fu soppresso con decreto 7-8-1809; a quella data vi erano 2 sacerdoti ed i laico (5)•
Le fondazioni del Convento di S. Giovanni in Macchia vennero scavate nel corso dell’estrazione della pietra calcarea da diversi imprenditori di Spezzano Piccolo e paesi vicini (1925-1950) e vennero rinvenute anche delle osa umane, certamente resti dei frati seppelliti nel cimitero dello stesso convento, come altri resti vennero alla luce durante i lavori di costruzione della ferrovia Calabro-Lucana.
Attraverso la lettura dei registri ed altri documenti parrocchiali, nulla si è potuto sapere dei mobili di detto convento e della stessa sta tua del Santo Giovanni, né di alcun dipinto. É verosimile l’ipotesi che detto convento venne completamente distrutto da qualche incendio oltre che dai terremoti, e che solo qualche oggetto venne traslocato nella chiesa parrocchiale di S. Andrea apostolo di Macchia.
Per i beni immobili, giusto quanto scritto nel libro dei proventi del soppresso Convento di S. Giovanni Battista ‘di. Macchia nell’anno 1714 e in un manoscritto del Rev. D. Salvatore Chianelli, ultimo par roco di Macchia, che si rifà all’originale dell’istrumento del notaro Gian flotta, che trovasi presso l’Archivio di Stato di Palermo, alcuni di questi sono stati assegnati alla Parrocchia di S. Andrea Apostolo, che ancora ne ha l’amministrazione, mentre gli altri sono stati venduti dal demanio ecclesiastico o usurpati da privati.
o Tra quelli ancora sotto l’amministrazione parrocchiale troviamo:
1) Castagneto Piedirosso (l’attuale 5. Giovannello) dove era ubicato il convento;
2) Castagneto Romea o gallo pulice, di fronte a Macchia, nel Comune di Trenta.
Per quanto riguarda gli altri beni non in possesso della Parrocchia, alcuni di essi sono individuabili. Infatti:
la Macchitella è la zona a fianco della Cona, oggi di proprietà di alcuni privati;
l’horticello detto il Viale, quello attiguo alla Chiesa parrocchiale d fu venduto dal demanio a Francesco Benvenuto con decreto 452 del 1870, come risulta da estratto catastale. Ma detto terreno era stato usurpato dai Benvenuto se nell’esito del 1851 troviamo una spesa di 50 carlini per giudizio contro il Sig. Benvenuto. Cosi per quanto riguarda la località 5. Andrea Vecchio, da noti zie assunte presso anziani, doveva trovarsi sottostante il centro abitato di Macchia, in località “I Santi”, oggi di proprietà privata, dove sorgeva la prima chiesuola in onore del Santo e che dopo la costruzione della attuale chiesa parrocchiale venne chiamata S. Andrea Vecchio ed anche qui vennero rinvenute delle ossa umane.
Petorre o Mancarella è il pezzo di terreno sotto la via che porta alla sorgente di Piturro e a Spezzano della Sila (mulattiera) oggi non più transitabile, di proprietà Barrese che hanno acquistato dalla famiglia Tricarico.
Cosi per i censi, specie quelli per le terre silane. Sia il Convento io che la stessa Parrocchia dovevano essere in possesso di diverse proprietà se molte persone del luogo e dei paesi vicini pagavano il censo. Per quanto riguarda i censi della Sua dovuti dal barone Barracco, e il Parroco Chianelli, nel 1938 rivendicò detti censi, tanto che venne invitato dal legale del Barracco, avv. prof. Gabriele, a trattare in merito. Nel 1939 lo stesso Parroco affidò la quistione di rivindica all’av vocato Fausto Gullo e nel 1946, l’amministrazione Barracco liquidò il censo in L. 156,50 per gli anni 1942-1946, in ragione di L. 31,30 annue. Ma siccome il Parroco voleva andare oltre, nella quistione intervenne l’Arcivescovo del tempo e la partita fu messa a tacere (documenti cartella Rev. Chianelli).
LA CHIESA PARROCCHIALE DI S. ANDREA APOSTOLO
La più antica notizia che si riferisce a questa Chiesa Parrocchiale, riportata nel “Regesto Vaticano per la Calabria” di F. Russo, risale al 30-3-1419; in detta notizia viene indicata come “ecclesia S. Andreae de Maccla” Successivamente in altra notizia della stessa opera, l’abitato viene indicato col nome “la Macchia”
Detta Chiesa è ubicata nella parte bassa del paese in Via Garibaldi (già via dei Moschettieri) che porta al vallone Piedorosso e che proprio in quella zona prende il nome di Cona. La Parrocchia è limi tata dai due valloni: Cupo-Piturro e Piedirosso-Cona, confinando con Spezzano della Sila, Casole Bruzio, con Macchisi, parrocchia dello Spirito Santo, attualmente aggregata a quella di Redipiano in agro di S. Pietro in Guarano.
La Chiesa di S. Andrea sarà certamente della fine del XIV secolo. Si può notare dalla facciata e dallo stile del campanile quadrato; è ad unica navata con coro sollevato. Nella stessa Chiesa, fino agli anni ‘50, éra un altare in legno intagliato con quadro della Madonna, che andò distrutto durante i lavori di restauro eseguiti sotto la sorveglianza dei frati Cappuccini, autorizzati dall’Arcivescovo pro-tempore ad aiutare il vecchio parroco. Nella stessa occasione vennero demoliti gli altari laterali che non avevano alcun valore artistico. Rimasero le tele che erano su detti altari fra le quali quella della Pietà e del Rosario. stato rifatto il pavimento sotto il quale sono rimaste le ossa di persone che in altri tempi v’erano state seppelline. Gli affreschi alla volta e al l’altare maggiore sono opera del pittore Tancredi di Pietrafitta.
Il Santo si festeggia il 30 novembre con riti ecclesiastici, processione, preghiere e suono di tamburi.
CHIESETTA DELLA MADONNA DELLE GRAZIE
È una chiesuola dedicata alla Madonna delle Grazie in località Cona, vicino alla Chiesa di S. Andrea, oltre il vallone Cupo, sempre nella parte bassa del paese, sulla strada Garibaldi ora congiunta alla strada interpoderale che collega Macchia alla Cona di Casole Bruzio.
È di struttura antica con unica navata, altare con quadro della Madonna, con portico sulla facciata e campanella unica al centro della facciata principale.
La Madonna delle Grazie si festeggia l’8 settembre (è la festa principale del paesino) con panegirico, funzioni religiose, suono di tamburi, fuochi d’artificio, processione ed ora anche con orchestra e cantanti.